Yoga e Religione, i mantra più potenti.

YOGA E RELIGIONE SEMBRANO ESSERE DELIMITATI DA UN SOTTILE CONFINE SPIRITUALE.

Proprio quando si inizia la pratica yoga nelle prime lezioni ci troviamo di fronte questo pensiero che lo yoga sia una religione. Io stessa mi sono trovata a chiedermi se la recitazione dei mantra era una forma di preghiera. Oggi dopo tanto tempo da quel giorno mi rendo conto che non saprei darti una definizione precisa alla parola mantra, ma puoi andarla a cercare magari su Wikipedia .

Ogni definizione precisa la trovate su internet è per questo che io invece voglio raccontarvi la mia esperienza sull’argomento, mentre il dettaglio e il significato secondo l’ ideologia umana della parola=significato quello lo trovate ovunque.

Chi pratica con me nelle mie lezioni sa bene che è mia abitudine iniziare con il mantra OM e finire con una meditazione e recitare il mantra ” lokah samastah sukhino bhavantu”. Sono per me dei RITI che completano la pratica dello yoga sotto l’aspetto spirituale. Recitare questi mantra crea un’apertura a livello superiore in modo che il tuo spirito sia presente durante la tua pratica io dico sempre:

” Il mantra OM è il richiamo dello spirito senza questo non è la stessa cosa”

Anna Zullo

Perché l’anima è sempre con te lei è la protagonista della tua esperienza sulla terra mentre lo spirito è qualcosa di più difficile da contattare; I mantra diventano durante la pratica il collante per richiamare con te tutta la tua energia cosmica che viene chiamata Spirito ( la mia suora, Suor LiLiana diceva di scriverlo sempre con la lettera maiuscola, ho fatto l’asilo dalle suore…)

Se ti sei perso l’articolo di ieri vai a leggerlo parla proprio dello spirito e dell’anima,

lo trovi qui .

Nel mio percorso da insegnante mi sono spesso ritrovata ad affrontare persone molto religiose che sostenevano di aver paura ad avvicinarsi allo yoga, addirittura mi ricordo che sono stata ad una asilo a fare yoga bambini e una mamma ha vietato di far afre yoga alla figlia inviandomi tramite la maestra un libretto delle istruzioni, direi esoterico, dove erano individuati tutti i perché un cristiano doveva allontanarsi da questa pratica “del diavolo” . Potete immaginare la bambina che non andava a scuola quando c’era yoga oppure stava da sola in classe con la maestra.

Dunque vi faccio una domanda ma se cantando i mantra colleghiamo il corpo l’anima e lo spirito e con il movimento aiutiamo il corpo a stare meglio è secondo voi una pratica da evitare per qualsiasi religioso ?

Riflettete da soli oppure commentate il post sarebbe bello leggervi.

In uno dei miei vari seminari di crescita spirituale ad Ananda sono rimasta ancora più convinta di come lo yoga e la religione possano convivere e andare a braccetto al “Tempio di Luce” ci sono le foto di tutti i guru : Yogananda, Swami Sri Yukteswar anche Gesù Cristo‘.

Se vuoi vedere le foto del centro di Ananda puoi andare a vederle qui

Dunque?

Ti lascio con la lettura dell’ articolo di Suor Tresa che ha iniziato yoga per il mal di schiena e è diventata una suora insegnante di yoga mentre recita al posto dei mantra il “Padre Nostro” , bellissimo.

Lo trovi qui

Mentre ti lascio qui il mio regalo di oggi, si perchè se sei nuovo questi articoli sono parte del mio calendario dell’avvento un regalo al giorno dal 1 al 24 dicembre fino a Natale e non poteva mancare il video di SISTER ACT:

il mio calendario dell’avvento siamo al giorno 4.

Ti Ringrazio per essere arrivato fino a qui ti aspetto sulla mia pagina facebook o sul mio canale youtube e instagram.

Namastè

Padrone di te stesso con il respiro

Il soffio vitale per collegare il tuo corpo, la tua mente e la tua anima è un segreto spirituale che ti porta a essere padrone di te stesso con il respiro.

Sembra una retorica ormai quando si parla di collegare, sincronizzare la mente con il corpo e ancora di più se si arriva a parlare della triade corpo mente anima.! !

Eppure non è mai abbastanza ripetere quanto sia fondamentale unire le tre cose e arrivare a sentirle diventa un traguardo che fà quasi paura . Sì hai capito bene “paura”..!! Ti voglio raccontare la mia esperienza con una pratica per me nuova a cui ho partecipato poco più di una settimana fà..

È davvero sorprendente come le vicissitudini che stavano accadendo mi volevano traviare da quell’incontro eppure ormai io nel mio io più profondo mi ero promessa che avrei conosciuto Michelè Anne Barocchi era ormai arrivato il momento giusto per conoscerla la sentivo come una particolare energia che mi avrebbe aperto ad una nuova luce e così è stato.

Arrivo in ritardo, eppure ero partita prestissimo ma ve l’ho detto coincidenze strane, diluvio universale, indirizzo sbagliato… incredibile..!

il posto bellissimo Fattorie le Masse tutto speciale in un contesto incontaminato, il profumo di mosto ti faceva capire che era un’ azienda produttrice di vino e biologico.

Il casale, una vecchia casa con un’aia ( cortile) grande e con vecchie sedie un po’ rotte che mi facevano venire in mente la mia nonna, c’era la stessa atmosfera di quando ero piccola ..!

Ero nel posto giusto !

Octavia mi accoglie e mi accompagna nella sala, un cerchio di belle persone avevano iniziato a presentarsi e mancava il mio anello a chiudere quel cerchio energetico che andavamo a creare nei 90 minuti insieme.

Ognuno di noi si presentava con una parola la prima parola che mi venne in mente fù

“ speranza”

Mah .. pensai che non aveva senso ma non avevo avuto il tempo di pensare e questo non era dunque un caso al mio ritardo perchè questa parola aveva in realtà il suo significato più profondo

Poi Michelè ci spiega cosa andavamo di lí a poco a fare; ci racconta di questa particolare tecnica di respiro che si chiama TRANSFORMATIONAL BREATH®

Puoi leggere sul suo sito come riesce ad andare in profondità e come possa arrivare a lavorare su livelli spirituali e di coscienza che non puoi immaginare ma che puoi solo vivere facendo questa esperienza . Io qui voglio raccontarti la mia esperienza su come ho affrontato la profondità del mio “Essere”.

Non mi è chiaro che cosa mi è successo ho cercato una spiegazione “logica” a quello che il mio corpo e le mie emozioni avevano vissuto ma non ho trovato la risposta e allora ho accettato che nella fase centrale del “viaggio” ho avuto “ paura” . Credo di non aver avuto il coraggio di arrivare al III livello come ci aveva spiegato Michelè perché intorno a me sentivo tante anime che soffrivano e la cosa che mi faceva stare male era non poterle aiutare perché anche la mia anima era nelle tenebre più profonde. Ho corso, ho pianto e ho liberato la mia paura con il respiro sono riuscita a superare la terribile fase in cui mi trovavo emotivamente e psicologicamente.

Ero di nuovo serena e felice sentivo beatitudine e pace interiore…

Ma come era potuto succedere ??

Imparare ad ascoltare il proprio respiro e saperlo utilizzare è la cosa più importante anche emotivamente, ogni volta che qualcosa non và concentrarsi ad ascoltare come è cambiato il proprio respiro ci dice se siamo sereni o in “pericolo” mantenere la lucidità mentale per mantenere la qualità del nostro respiro ci può portare ad un processo di auto guarigione . E questo è il passaggio di livello spirituale che ho sentito dentro come una rivelazione straordinaria.

Quello che stó per dirti è solo la mia esperienza e dunque niente di tutto quello che leggerai ha una valenza scientifica, ma rappresenta una mia verità per la forte emozione interiore che ha risvegliato.

Arriviamo al dunque; la mia famiglia ha un problema “genetico” che riguarda una ipoacusia bilaterale e anche alcuni dei nostri piccoli, i nuovi nati, hanno “ereditato” questo “difetto” dell’udito.

Ho studiato alcuni aspetti di questa problematica dal punto di vista spirituale e ho conosciuto alcune valide persone che mi hanno aperto ad una visione più ampia di qualsiasi malattia, anche quelle ereditarie. Hai mai sentito parlare di epigenetica e di come si possono spezzare le catene della genetica.

Che cosa è l’Epigenetica? (leggi qui), praticamente possiamo invertire il comportamento dell’insieme dei nostri geni e quindi il controllo sul nostro benessere inizia da noi.

Se vuoi approfondire l’argomento ti suggerisco di leggere The Biology of Belief del Dott. Bruce H. Lipton.

Il Dott. Lipton sostiene quello che è parte essenziale della filosofia e stile di vita yogico e dice:

“la maggior parte della medicina considera il corpo umano come una “macchina” e che la macchina è controllata dai nostri geni; quando qualcosa non va ci si impunta ad aggiustare la “macchina” ma ci si dimentica che la macchina ha anche un “guidatore” (Epigenetica). Spesso infatti quando le cose non vanno il problema sta nel guidatore e non nella macchina!”.

Dott Lipton

A livello spirituale ed emotivo queste cose rapprendano paure che i nostri antenati hanno vissuto e per le quali hanno deciso di portare il proprio udito a “non sentire” per “non avere più paura”. La cosa difficile è arrivare capire quale fosse questa paura per poterla andare a dissolvere. Per spezzare l’anello della genetica è necessario conoscere quale antica paura i nostri geni si portano dietro.

Ebbene mentre Michèle mi diceva “corri, corri” io sentivo di non essere lì ma di essere in un’altra dimensione e sentivo la paura delle persone nella stanza e avevo paura di quanta paura avevano tutte quelle anime e la mia impotenza a non poter aiutarle era devastante.! Ho capito che i miei antenati avevano paura dell’angoscia delle persone e per questo hanno creato questa propria difesa.

Lo dico sempre che a volte è meglio non sentire.. ..!!!

Non credo che ho risolto il problema familiare ma ho preso consapevolezza ho iniziato a mettere in pratica un sano stile di vita e dopo 20 anni ho avuto la fortuna di avere un secondo figlio con cui ho testato i miei studi e le mie esperienze relativamente all’ Epigenetica e ho spezzato la catena del DNA che per anni ci siamo tramandati in famiglia, FORSE per adesso è stata una rivelazione incredibile…

Buona vita!!!

La Mente in un corpo fatto di gomma

Ogni giorno percorri la stessa strada o una diversa, ma ogni giorno arrivi comunque a destinazione.

Anna Zullo

Nell’età infantile sembra che il nostro corpo sia fatto di gomma, così ci dicevano e così possiamo constatare nei nostri figli, ed è proprio così, ma ce lo siamo chiesto mai il perché ? Quello che mi piace fare è osservare me stessa nel corso degli anni e ho in mente alcuni episodi dove gli adulti mi dicevano proprio che io ero una molla saltavo così veloce e in alto come un grillo..!

Ma ero proprio io quella fatta di gomma? non ci posso credere che ero flessibile e snodata .. ma ero davvero io??🙄

Si sì ero proprio io e adesso che mi osservo comprendo che non era solo questione di essere in un corpo troppo giovane ma anche la mia mente era così spensierata e leggera da non appesantire lo stesso corpo.

Il fatto che siamo in un corpo giovane non è il solo motivo che ci permette di “volare” . Ho osservato cosa è successo a me nel corso del mio sviluppo da l’essere bambina alla donna che sono oggi; nel mezzo ci sono stati momenti più o meno “ giovani” che hanno portato il mio corpo ad essere quando rigido quando flessibile.

Mi ricordo ancora molto bene la mia insegnante di educazione fisica delle medie la prof “ Cassioli” bravissima insegnante e con un debole per me..! Da lei ho imparato la disciplina lei ha educato la mia mente a essere forte e ad ascoltarla in modo così attento che eseguivo come un soldato alla lettera i giri di campo a corsa, gli esercizi ginnici e gli allenamenti, nella sua ora io non mancavo mai. Da questo ricordo di lei la mia memoria mi porta a ricordare anche un esercizio che non sono mai riuscita a fare nonostante mi allenassi così intensamente anche a casa, perché cavoli ce la dovevo fare… quella verticale non veniva.. ma perché???

La prof dopo mesi di prove giunse alla conclusione che non l’avrei mai potuta fare perché le mie braccia erano troppo sottili per reggere il peso di tutto il mio corpo.. e così mi sono anch’io rassegnata che non l’avrei mai potuta fare. In questo periodo ero nella fase adolescenziale le prime crisi da donna di una teenager che m’impedivano di vedere quell’esercizio come la cosa più facile che si potesse fare. È si perché poi in fase adulta con la pratica dello yoga sono arrivata a fare la verticale ( .. oggi sono di nuovo una teenager .. non riesco più a farla😱).

La mia insegnante di yoga mi aveva così convinto che la potessi fare che così è stato.

Ma era anche tutta la mia vita che stava cambiando. Io e mia cognata all’epoca avevamo un negozio con non poche difficoltà perché in un settore ormai saturo, l’edilizia. Con Ilenia, mia cognata,abbiamo preso la decisione di chiudere e staccare la spina di questo lavoro che ormai ci assorbiva mentalmente e fisicamente. Non è stato facile, la famiglia non ci appoggiava ma noi eravamo determinate a RI-prenderci la nostra vita. E così mentre nella vita stavo facendo questo passo nel mio tempo libero lavoravo su me stessa con la mia pratica yoga e proprio mentre abbiamo chiuso l’azienda la verticale è stata come una vittoria da festeggiare. La mia mente, la mia coscienza e la mia super coscienza avevano trovato un equilibrio così stabile da restituire al mio corpo un segnale forte e deciso! Avrei voluto ritrovare la mia prof, ero ritornata emotivamente bambina e avrei voluto fargliela tanto vedere.

“Chissà se legge questo articolo così che possiamo incontrarci ancora al campo sportivo”

A te che leggi la mia storia vorrei rassicurarti e dirti che tutto questo non è facile è un lavoro su se stessi quello che dobbiamo intraprendere e comprendere che ogni corpo è bello, anche un corpo rigido stà provando a dirti qualcosa ! Se riesci a comprendere come siamo così connessi tra mente e corpo, puoi riuscire a modificare l’uno utilizzando l’altro e viceversa. Prova a rompere gli schemi, non ci riesci?

Fai yoga e prenditi tutto il tempo necessario affinché questo cambiamento sia un passaggio naturale e senza alcuna violenza fisica o mentale, la tua determinazione nel percorrere la strada intrapresa ti porterà a raggiungere l’obbiettivo.

Namastè 🙏

“Il vostro corpo non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta. Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero.”


RICHARD BACH

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